Le fonti e i giudici
Il processo tributario è regolato dal D.Lgs. 546/1992; l'ordinamento dei giudici è nel D.Lgs. 545/1992. La L. 130/2022 ha trasformato le commissioni tributarie in corti di giustizia tributaria di primo e di secondo grado. Ha anche introdotto la magistratura tributaria professionale, a cui si accede con concorso per esami, il giudice monocratico e la prova testimoniale scritta. Il D.Lgs. 220/2023 ha poi riformato il rito. Il testo unico della giustizia tributaria (D.Lgs. 175/2024) raccoglie le norme in un solo testo, ma per effetto del DL 200/2025 si applica dal 1° gennaio 2027. Fino ad allora i riferimenti restano gli articoli del D.Lgs. 546/1992. Per quanto non disciplinato si applica il codice di procedura civile (art. 1).
- Le corti di primo grado hanno sede nel capoluogo di ogni provincia; quelle di secondo grado sono su base regionale.
- Ogni collegio giudica con un numero invariabile di tre votanti. Le sezioni specializzate sono istituite dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria.
- Giudice monocratico (art. 4-bis): in primo grado decide le controversie di valore fino a 10.000 euro per i ricorsi notificati dal 2 maggio 2026. La soglia era di 5.000 euro ed è stata alzata dal DL 19/2026, convertito dalla L. 50/2026. Sono escluse le liti di valore indeterminabile. Il valore si calcola come previsto dall'art. 12, c. 2, e comprende anche l'imposta virtuale.